Set 23, 2026 | Articoli | 0 commenti

La patrimoniale non è una soluzione

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La patrimoniale non è una soluzione: è l’ennesima scorciatoia della sinistra

La sinistra italiana, quando non sa come rilanciare l’economia, torna sempre alla stessa ricetta: tassare ancora di più chi produce, risparmia e investe. La patrimoniale viene presentata come una misura di equità, ma nella realtà rischia di trasformarsi nell’ennesimo colpo alla classe media, agli imprenditori e alle famiglie che hanno costruito il proprio patrimonio con anni di lavoro.

Il problema non è colpire indistintamente i patrimoni. Il problema è che lo Stato continua a spendere male, a tollerare sprechi, evasione e privilegi, mentre chiede nuovi sacrifici a chi già paga regolarmente le tasse. Una patrimoniale finirebbe per penalizzare anche immobili, risparmi e attività aziendali spesso già tassati più volte. Non crea ricchezza: la erode. Non incentiva gli investimenti: li spinge altrove.

Eppure la sinistra evita accuratamente di affrontare un tema molto più scomodo: il rapporto tra il fisco e le grandi multinazionali.

Perché si parla continuamente di tassare il patrimonio degli italiani, ma molto meno dei meccanismi fiscali, delle sedi legali, dei trasferimenti infragruppo e delle pianificazioni internazionali che consentono a grandi gruppi di ridurre drasticamente il proprio carico fiscale?

Anche le imprese inserite nel regime di adempimento collaborativo non sono automaticamente esenti dalle tasse: il punto è che il sistema deve garantire trasparenza, controlli effettivi e un gettito proporzionato alla reale attività economica svolta in Italia. Non bastano accordi, procedure e dichiarazioni di correttezza se alla fine il cittadino vede aumentare le imposte mentre i grandi gruppi riescono a comprimere il proprio contributo.

La proposta deve essere chiara: introdurre un addebito diretto sui flussi economici generati in Italia. Ogni euro che entra nei conti bancari delle multinazionali, quando riconducibile ad attività, vendite o servizi realizzati sul nostro territorio, dovrebbe essere sottoposto automaticamente a un prelievo trasparente e verificabile, comprendente IRES, IRAP e le altre imposte dovute.

Non si tratta di tassare il semplice transito finanziario, né di colpire indiscriminatamente ogni movimento bancario. Si tratta di impedire che i ricavi prodotti in Italia vengano artificialmente spostati altrove attraverso costruzioni societarie e “furbate” fiscali europee. Dove si produce valore, lì devono essere pagate le tasse.

La sinistra dovrebbe smettere di inseguire la patrimoniale come simbolo ideologico e iniziare a pretendere giustizia fiscale vera. Basta colpire sempre gli stessi. Basta chiedere sacrifici a famiglie e imprese mentre le multinazionali sfruttano ogni cavillo disponibile.

La soluzione non è una nuova tassa patrimoniale. La soluzione è un sistema semplice, automatico e uguale per tutti: meno scappatoie, più controlli, tassazione effettiva dei profitti realizzati in Italia e responsabilità diretta sui flussi economici.

Chi guadagna nel nostro Paese deve contribuire al funzionamento del nostro Paese. SENZA ECCEZIONI.

Dott.ssa Francesca Romanelli
Fondatrice Italia 2.0