7 Ottobre: il silenzio delle guerre dimenticate

Written by Avv. Alessio Ciasco
7 OTTOBRE: RESPONSABILITA’ DEI CIVILI COINVOLTI ED IL SILENZIO DELLE GUERRE DIMENTICATE
Il 7 ottobre 2023 Hamas e altri gruppi armati palestinesi attaccarono il sud di Israele, uccidendo civili e prendendo ostaggi. La Commissione d’inchiesta ONU ha accertato che, oltre ai combattenti, anche alcuni civili palestinesi parteciparono direttamente alle ostilità, compresi omicidi, maltrattamenti e sequestri. La responsabilità penale, però, è individuale: non può essere attribuita indistintamente a un intero popolo. (un.org)
Tra i nomi pubblicamente indicati come coinvolti nella detenzione di ostaggi in un’abitazione di Nuseirat figura Abdallah al-Jamal. Secondo l’esercito israeliano, egli avrebbe detenuto nella casa familiare gli ostaggi Almog Meir Jan, Andrey Kozlov e Shlomi Ziv. Le autorità israeliane hanno inoltre sostenuto il coinvolgimento della famiglia al-Jam detenzione di ostaggi civili è un crimine di guerra, chiunque lo commetta. Non esiste alcuna giustificazione per il rapimento di bambini, anziani, donne o uomini. Stare con Israele significa riconoscere il suo diritto alla sicurezza e condannare senza ambiguità il terrorismo di Hamas; significa anche pretendere che ogni operazione militare rispetti il diritto internazionale e protegga i civili palestinesi innocenti.
Colpisce inoltre la selettività dell’indignazione politica. Mentre l’attenzione internazionale si concentra su alcuni conflitti, altre tragedie restano ai margini: la guerra civile in Sudan, la crisi nel Sahel, il conflitto dimenticato nello Yemen, la persecuzione dei cristiani e delle minoranze in diverse aree dell’Africa e dell’Asia, la guerra in Myanmar, le violenze nella Repubblica Democratica del Congo e il dramma degli yazidi e delle altre minoranze perseguitate.
Una parte della sinistra occidentale ha spesso denunciato solo le sofferenze palestinesi ma perché gli altri? O c’è interesse alla pace o c’è interesse ad alcune Paci ovvero alla Palestina , ma ha mostrato una grave reticenza nel condannare Hamas, il jihadismo e l’antisemitismo. La difesa dei diritti umani non può essere selettiva: non si può manifestare per Gaza e ignorare gli ostaggi; non si può parlare di colonialismo per Israele e tacere sulle dittature, sulle milizie islamiste e sulle persecuzioni religiose che devastano altri Paesi.
La posizione deve essere chiara: Israele va difeso dal terrorismo, gli ostaggi devono essere ricordati, Hamas deve essere giudicata per i suoi crimini.
La solidarietà non è una gara tra vittime e la pace non nascerà dalla rimozione dei fatti.
Avv. Alessio Ciasco