Quando il debito è solo fiscale, il cittadino resta senza via d’uscita?

Written by Avv. Alessio Ciasco
La crisi economica di una persona non diventa meno grave perché i suoi debiti sono verso il Fisco. Eppure, dalle indicazioni attribuite alla circolare n. 9/E del 21 ottobre 2026 emerge un messaggio che rischia di pesare soprattutto su chi ha meno margini: se il debito è esclusivamente tributario, l’accesso al concordato potrebbe essere precluso in assenza dei presupposti previsti dalla legge.
Il punto va detto con precisione: la circolare fornisce istruzioni agli uffici e non crea da sola una nuova legge. Ma proprio per questo è importante evitare titoli che facciano sembrare automaticamente esclusa ogni forma di esdebitazione. La disciplina distingue procedure e situazioni diverse; la circolare, inoltre, tratta anche il ruolo degli uffici e il voto dell’Amministrazione finanziaria nelle proposte di concordato (tcnotiziario.it).
Resta però una questione politica e sociale: perché la difficoltà del cittadino viene affrontata soprattutto con vincoli, verifiche e richieste di garanzie, mentre la lotta ai grandi debitori e all’evasione su larga scala appare spesso meno visibile? Chi ha accumulato debiti fiscali può essere una famiglia, un lavoratore autonomo o una piccola attività travolta da una crisi. Non necessariamente qualcuno che ha scelto di sottrarsi ai propri obblighi.
Pretendere che una procedura sia seria e non diventi un modo per cancellare debiti senza condizioni è ragionevole. Ma una risposta equa dovrebbe anche offrire percorsi accessibili, valutare la capacità reale di pagamento e distinguere la frode dalla fragilità economica. Se le regole finiscono per chiudere ogni possibilità proprio a chi non può pagare tutto, il risultato non è una maggiore giustizia fiscale: è lasciare le persone sole davanti al debito. Perché non colpire le multinazionali che non pagano nulla? Per questo il mio partito punta sull’addebito diretto per le multinazionali.
Lo Stato non può limitarsi a chiedere ai cittadini in difficoltà di dimostrare, un passaggio dopo l’altro, di meritare aiuto. Deve anche mostrare con la stessa determinazione di saper recuperare le somme dovute dai soggetti più forti e di saper intervenire prima che una crisi diventi irreversibile. La legalità fiscale è credibile solo se la responsabilità non ricade sempre e soltanto su chi ha meno strumenti per difendersi.
Avv. Alessio Ciasco